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Sarebbe opportuno definire specifiche normative per la Blockchain?

25/06/2019

Adesso che abbiamo acquisito una conoscenza più approfondita delle implicazioni tecnologiche, economiche e strategiche di questo fenomeno, è di cruciale importanza capire se la blockchain e le Distributed Ledger Technology (“DLT”) necessitino, indipendentemente da qualsiasi settore specifico, di un quadro legale dedicato e armonizzato sia a livello europeo che internazionale.

La blockchain ha fatto la sua comparsa nel 2008, con il sistema elettronico di contanti peer-to-peer sviluppato da Satoshi Nakamoto (noto come Bitcoin), ed è in procinto di rivoluzionare il modo in cui interagiamo e concludiamo operazioni nel mondo digitale. Presenta innumerevoli applicazioni, dalla finanza a molti altri settori dell’economia, come quelli riguardanti i trasporti, la sanità, gli immobili, ecc. Adesso che abbiamo acquisito una conoscenza più approfondita delle implicazioni tecnologiche, economiche e strategiche di questo fenomeno, è di cruciale importanza capire se la blockchain e le Distributed Ledger Technology (“DLT”) necessitino, indipendentemente da qualsiasi settore specifico, di un quadro legale dedicato e armonizzato sia a livello europeo che internazionale.

L’ATTUALE PANORAMA NORMATIVO

Dal 2016 numerosi regulator hanno assunto un approccio più propositivo per aiutare i progetti esistenti basati sulla blockchain a trovare una propria collocazione (Securities and Exchange Commission, Financial Conduct Authority, ecc.). Paesi come gli Stati Uniti, Singapore, il Canada, l’Australia e Dubai hanno creato le premesse per lo sviluppo dei settori nazionali nascenti che ruotano intorno alla blockchain.

In Europa molteplici giurisdizioni stanno adattando le proprie leggi societarie e tributarie per formare nuovi ecosistemi dove cripto-asset e tecnologie DLT possano prosperare. Persino paesi tradizionalmente noti per essere strenui difensori degli investitori, ad esempio la Francia, hanno di recente adeguato i propri quadri legali e fiscali. Al riguardo, il nuovo contesto normativo francese è probabilmente tra i più evoluti con (a) l’ordinanza dell’8 dicembre 2017 in materia di Security Token Offering (“STO”), (b) la legge Pacte che (i) consente agli emittenti con sede in Francia di lanciare una Initial Utility Token Offering autorizzata dall’AMF (Autorité des Marchés Financiers, l’autorità di vigilanza francese) e (ii) prevede un regolamento di carattere facoltativo per i provider di cripto-asset nonché (c) la legge tributaria e di bilancio del 2019 che chiarisce il regime fiscale applicato ai cripto-asset.

Detto questo, alla luce dell'attuale sviluppo di blockchain pubbliche come Ethereum o Eos e dell’ulteriore maturazione raggiunta dal settore con la comparsa di nuovi protocolli e API che garantiscono l’interoperabilità delle tecnologie DLT, alcuni operatori ritengono necessario definire nuove normative per regolare aree cruciali legate alla cybersecurity, alla sovranità, alla stabilità finanziaria e all’esposizione al rischio sistemico.

Altri pongono l’accento sull’esigenza di standardizzazione e normalizzazione per garantire uno sviluppo sostenibile di DLT e cripto-asset, reputando pertanto indispensabile un’armonizzazione e una convergenza delle normative sia a livello europeo che internazionale. 

SFIDE LEGALI E DI GOVERNANCE POSTE DALL’UTILIZZO TRANSFRONTALIERO DI BLOCKCHAIN E TECNOLOGIE DLT

Secondo i sostenitori dell’armonizzazione, essendo i cripto-asset trasferiti da una giurisdizione all’altra senza che esista un protocollo specifico applicabile a tali database distribuiti, è evidente la necessità di requisiti standardizzati a livello globale per la messaggistica, la cybersecurity, la protezione dei dati e la continuità delle attività (in caso di gravi incidenti). Tali requisiti possono essere definiti a prescindere dal settore di attività.

L’interoperabilità è probabilmente il tema più importante da considerare, in quanto mira a garantire la presenza di connessioni sicure tra le blockchain in modo tale che (i) tutti i player possano sviluppare il proprio sistema lasciando il mercato libero di scegliere quale utilizzare e (ii) sia al contempo assicurata agli utenti la disponibilità di funzioni comuni per agevolare la gestione dei cripto-asset.

Infine, un altro punto chiave è quello della responsabilità quando si delegano mansioni essenziali o critiche legate all’utilizzo o al funzionamento di una blockchain. Si tratta di una questione rilevante soprattutto per le blockchain pubbliche, sulla carta pienamente decentralizzate, ossia dove non sono presenti miner1 identificati le cui responsabilità vanno oltre la semplice verifica e convalida delle operazioni.

Alla luce di tutti questi aspetti critici e visto il carattere trasversale della blockchain, non è più possibile considerarla una tecnologia neutrale per la quale sono richiesti soltanto accorgimenti minimi di ciascuna normativa settoriale. Se la blockchain e le tecnologie DLT sviluppano appieno il loro potenziale, avranno un impatto considerevole sul modo in cui le società operano e interagiscono tra di loro e con i clienti.

Le autorità pubbliche e i policy maker dovranno valutare interventi legislativi non solo per impedire ai player del mercato di aggirare le leggi, ma anche e soprattutto per creare un quadro normativo adeguatamente strutturato e adatto allo sviluppo di blockchain e cripto-asset.

In questo contesto, l’Unione europea deve assumere un ruolo guida per individuare funzioni specifiche volte a disciplinare le blockchain a livello inter-settoriale. Nel marzo 2018 la Commissione europea ha pubblicato un piano d’azione per le tecnologie finanziarie, nel quale esprimeva la volontà di proporre misure concrete per la prossima legislatura (2019-2024) e che ha rappresentato un primo passo nella giusta direzione.

Tutto dipende dalla possibilità che queste normative incentivino una buona condotta o, al contrario, che impongano unicamente obblighi e divieti. Gran parte dei player si augura che a prevalere sia la prima opzione. 

 

KARIMA LACHGAR

Consulente, Head of Market Intelligence and Regulatory Watch nonché co-Head of the blockchain and crypto assets practice per CMS Francis Lefebvre Avocats.

 

JÉRÔME SUTOUR

è socio, Head of Financial Services e co-head of Blockchain and crypto assets pratice per CMS Francis Lefebvre Avocats.

(1) Per miner si intendono i soggetti che convalidano le operazioni e costruiscono il consenso per rendere immutabile la blockchain.

 

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