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Gli Asset Manager stanno focalizzando l'attenzione sulla propria catena del valore

20/05/2020

Le società buy-side con importanti ambizioni di crescita devono affrontare molte sfide. Normative in continuo cambiamento, digitalizzazione, pressioni sui costi, contesto di mercato sfidante e competitivo sono solo alcuni esempi.

Questi crescenti obblighi drenano preziose risorse aziendali, siano esse legate al tempo, umane o finanziarie. Al fine di razionalizzarli e strategicamente (ri) assegnarli, gli investment manager devono ripensare il proprio modello operativo se vogliono concentrarsi su ciò che conta davvero: investire e generare performance finanziarie. Per raggiungere questo obiettivo, l'outsourcing di attività non core a fornitori di servizi esperti può essere una strategia vincente.

Allargare il campo delle possibilità

Per gli asset manager, la necessità di concentrarsi sugli investimenti e ottimizzare i processi operativi ha portato a una decostruzione della catena del valore, di cui ogni anello rappresenta una potenziale opportunità di outsourcing.

Come menzionato da Yoan Chazal nel suo articolo, le attività di back e middle office sono state esternalizzate con successo da molti asset manager per diversi anni e stanno emergendo nuove possibilità, specialmente quando si tratta di front-office e di alcuni dei compiti tradizionali dei portfolio manager. Queste nuove capacità di outsourcing, e quelle che probabilmente emergeranno, offrono agli asset manager ulteriori opportunità di concentrarsi sul proprio core business delegando attività a minor valore aggiunto a fornitori di servizi esterni. Dopotutto, strategie di investimento efficienti che generano alfa rimangono fattori chiave di differenziazione in un ambiente altamente competitivo.
Tuttavia, fare appello a specifici “outsourcer” per ogni anello identificato della catena operativa può essere un ostacolo alla decisione di esternalizzazione, poiché l'ampliamento della portata delle attività può rendere la gestione dei fornitori più complicata. Con una varietà di rappresentanti e la necessità di monitorare ogni relazione, la gestione quotidiana può facilmente diventare un peso. Concentrare i servizi in outsourcing in un singolo provider potrebbe quindi essere la soluzione, con un unico punto di ingresso indipendentemente dalla richiesta.

Architettura aperta: una chiave di successo dell’outsourcing

Gli asset manager devono spesso stabilire processi specifici per i loro clienti chiave, che sono tenuti a imporre i propri custodian e fund administrator. Essi devono, di conseguenza, rimanere flessibili se vogliono cogliere le opportunità commerciali quando si presentano. Se ad esempio scelgono di esternalizzare in tutto o in parte la loro catena del valore operativo front-to-back, devono assicurarsi che il loro provider sia altrettanto flessibile.

Nell’industria finanziaria, l'architettura aperta definisce la capacità di un istituto finanziario di offrire ai clienti prodotti e servizi sia proprietari che esterni. L'architettura aperta garantisce quindi che un cliente possa soddisfare tutte le sue esigenze e che l'istituzione possa agire nell'interesse di ciascun cliente. Considerando l'outsourcing front-to-back e la flessibilità necessaria agli asset manager, l'architettura aperta è quindi un ovvio must-have per un investment manager nella scelta di un potenziale outsourcer; soprattutto quando i clienti hanno requisiti specifici come il proprio custodian o fund administrator.

CROSSWISE: Trasformare il complesso in semplice

In qualità di principale banca internazionale e asset servicer, il gruppo Societe Generale è ben consapevole delle preoccupazioni degli investitori professionali. Ciò considerato, sono state create sinergie tra le sue varie business unit per supportare le società buy-side a superare le loro sfide.
Crosswise è il risultato di questo processo. Si tratta di una soluzione modulare di outsourcing front-to-back one-stop-shop che combina un sistema di gestione del portafoglio all'avanguardia (SimCorp Dimension) con il pieno supporto dei team di middle e back-office di SGSS. SGSS opera in architettura aperta e ha stretto legami con tutti i principali player del settore degli investimenti per garantire flessibilità. In qualità di asset servicer, SGSS ha quindi la possibilità di intervenire lungo l'intera catena del valore al fine di fornire un unico punto di accesso e consentire l'implementazione di un piano di outsourcing modulabile; i moduli aggiuntivi di CrossWise (front office, trading & esecuzione, middle e back office) difatti possono essere sottoscritti separatamente o insieme.

Il desk di negoziazione in outsourcing di CrossWise (I-DEAL) è un buon esempio. Offre agli asset manager l'accesso a oltre 90 broker e controparti, sono liberi di scegliere e ai quali possono delegare l'esecuzione o meno, a seconda dell’asse class. Inoltre, la partnership di SGSS con SimCorp garantisce l'accesso a strumenti digitali integrati front-end e middle-office le cui caratteristiche tecniche e normative vengono costantemente aggiornate. Supportati da SGSS, gli asset manager di tutte le dimensioni possono ora sfruttare questi importanti strumenti.

 

Léonard OLLIER
Head of  Business Development for Asset Managers - SGSS

Léonard ha iniziato la sua carriera professionale presso un GCM parigino (Global Clearing Member) come Responsabile delle relazioni con i clienti. Dopo 10 anni di esperienza nella consulenza presso SBT Human (s) Matter, Leonard Ollier è entrato a far parte di SGSS nel 2015. Attualmente è responsabile dello sviluppo di soluzioni aziendali per i gestori patrimoniali. Léonard è laureato presso la scuola di economia e management ESCEM.


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