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T2-T2s Consolidation: a che punto siamo?

08/01/2020

Il consolidamento delle piattaforme T2/T2S, che si inserisce all’interno dell’ampio progetto denominato “Vision 2020”, risponde alle esigenze di un mercato che manifesta sempre più la necessità di creare sinergie e armonizzare le infrastrutture attualmente esistenti all’interno dell’Eurosistema.

T2-T2s Consolidation: a che punto siamo?

Il consolidamento delle piattaforme T2/T2S, che si inserisce all’interno dell’ampio progetto denominato “Vision 2020”, risponde alle esigenze di un mercato che manifesta sempre più la necessità di creare sinergie e armonizzare le infrastrutture attualmente esistenti all’interno dell’Eurosistema. Il progetto è fortemente promosso dalla BCE e il go live è previsto per novembre 2021. L’evoluzione delle due piattaforme ha l’obiettivo di far interagire le tecnologie già esistenti e sviluppare nuovi servizi, riducendo i costi tecnici singolarmente supportati per i due sistemi garantendo efficacia e sicurezza sempre maggiori.

Si tratta di un progetto complesso che richiede ai player del settore un’analisi a 360° e la necessità di soffermarsi non soltanto sugli aspetti più rilevanti, ovvero quelli di tesoreria, ma sugli indotti dello stesso: la messaggistica, il coordinamento tra mondo cash e altri mondi (Securities services in primis), un accesso ai dati modificato, per citarne alcuni. Valutare i possibili scenari evolutivi e prevedere gli impatti che emergeranno una volta concluso il progetto rimane dunque fondamentale.

Tra innovazioni tecnologiche e modifiche operative: gli impatti della Consolidation

I principali impatti del progetto di Consolidation sono riconducibili a due macrogruppi: natura tecnica e natura operativa.

Immediatamente, si ha la consapevolezza che si tratti di un progetto con una forte componente tecnologica. Difatti, in vista del contestuale adeguamento di messaggistica dovuta alla migrazione dei messaggi inerenti agli ordini di pagamento allo standard XML ISO 20022 si renderanno necessari alcuni adattamenti hardware e software oltreché possibili necessità di identificazione di nuovi network e/o service provider.

A livello operativo, l’armonizzazione dei due sistemi comporterà alcune modifiche nei processi operativi attuali e la definizione di nuovi, che, unitamente alla creazione di una nuova struttura conti, impatteranno tutti gli operatori. Ciò detto senza considerare l’eterogeneità delle aree internamente impattate: IT, business, global transaction banking, compliance, legale.
Allo stato attuale, gli operatori del settore direttamente coinvolti dalla BCE nei tavoli di lavori internazionali evidenziano una scarsa consapevolezza del progetto, considerato spesso come passaggio obbligatorio e non strategico. Da qui la necessità di aumentarne la visibilità mettendo in luce i vantaggi e, di conseguenza, di una forte governance interna capace di guidare e gestire al meglio le sfide che ne derivano e promuovere il cambiamento. Tra i miglioramenti tecnologici che mirano ad accrescere l’efficienza di queste piattaforme vi è senza dubbio la migrazione graduale all’ISO 20022. L’introduzione di questo nuovo standard non risulta di per sé complessa. Tuttavia, per comprenderla appieno è importante fare un passo indietro e non considerare tale aspetto come meramente tecnologico/IT. A livello europeo difatti lo standard nasce da una precisa esigenza avvertita nel mondo dei pagamenti, che, rispetto a quello dei titoli, registra un ritardo in tema di standardizzazione con il supporto di messaggi adeguatamente strutturati. Il salto che ci si trova ora a compiere in tema di comunicazione finanziaria tecnologica è quindi doppio: da un protocollo di venti anni fa al linguaggio XML unitamente ad un arricchimento importante di informazioni strutturate (data element).

Cosa devono aspettarsi i player del settore?

Eppure, il vero impatto è nel contestuale al passaggio di integrazione T2 e T2S, che, tra le altre cose, ha comportato una maggiore strutturazione nella compilazione dei messaggi. 

La modifica sostanziale e impattante per le banche globali, come il caso di Societe Generale, è l’obbligo di evolvere verso maggiori dettagli e standardizzazioni, richiesti peraltro da regolatori sempre più esigenti. A novembre 2021 tutti i partecipanti al Network SWIFT avranno l’obbligo di accettare istruzioni di pagamento impartite utilizzando il protocollo di comunicazione 20022. In una fase iniziale vi saranno anche funzioni di “traduzione” supportate dal Network (SWIFT) che sta lavorando per proporre questo servizio. La traduzione è un processo tutt’altro che facile tenuto conto delle necessità di mettere in formato standardizzato e “machine readable” molti elementi ad oggi contenuti in campi definiti come narrative seppur convenzionalmente strutturati. Va da sé che supportare le evoluzioni delle esigenze di business solamente con l’utilizzo dei campi narrative convenzionalmente standardizzati tramite i cosiddetti DSS (Data Source Schemas) non è sufficiente. Il cambio epocale nelle modalità di colloqui non si ferma a quanto sopra descritto, che potremmo definire come fase 1. La modalità decisa per il big bang approach nel 2025 richiede infatti un’evoluzione dei tool informatici in grado di comunicare STP basandosi su ricezione e invio dei nuovi messaggi. Se consideriamo che non si tratta di una traduzione a uno a uno ma di un vero e proprio “movimento tellurico” in termini di messaggi e della loro funzionalità i tempi sono più che maturi per dare seguito a dei piani di avvicinamento a ritmi serrati.

In questo quadro, non bisogna dimenticare il ruolo della Banca d’Italia, un ruolo che potremmo definire triplice: consulente, regolatore, guardiano. Tuttavia, sebbene la BCE abbia definito delle regole chiare e abbia assegnato un ruolo importante a Banca d’Italia (e a tutte le Banche centrali Nazionali), resta da definire il riferimento per le banche di emanazione non domestica, auspicando una cogestione attiva. 

A livello locale, infine, la comunità bancaria si sta adoperando per mettersi al passo. Viviamo un momento di grande fermento e di cambiamenti significativi, in cui il tema della digitalizzazione gioca un ruolo chiave. Progetti come la T2/T2S Consolidation fungono, in tal senso, da acceleratore e rappresentano momenti importanti per mettere a fattore comune processi e strumenti con l’intento di favorire un cambiamento positivo e l’evoluzione del settore verso un circuito sempre più virtuoso.

Paola Deantoni Executive Management Senior Advisor Societe Generale Securities Services SpA
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