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Asset Digitali: è una rivoluzione per la protezione degli investitori?

22/05/2018

E le attuali normative offrono una protezione adeguata? Tutte le normative europee di riferimento (MiFID II, MAR, Direttiva prospetti, UCITS, AIFM, AML) hanno per obiettivo la protezione degli investitori e l’integrità del mercato finanziario quale pietra miliare del mercato unico europeo.

i servizi finanziari hanno un impatto significativo sugli investitori. È importante che gli investitori prendano decisioni informate e sentano di essere adeguatamente protetti in caso di problemi.”

ESMA

Attualmente vi è un importante dibattito sulla natura, l’utilità e i rischi associati agli asset digitali, quali coin, token, smart contract o, più in generale, l’uso della Blockchain associata alla tecnologia Distributed Ledger nell’industria finanziaria.

L’incertezza legale, di solito, fa il paio con una percezione errata delle nuove tecnologie in quanto tali; c’è da dire che, a parte le immaginabili truffe, la tecnologia Blockchain associata alla tecnologia Distributed Ledger potrebbe migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi forniti.

In questo nuovo scenario, la protezione degli investitori potrebbe essere garantita più efficacemente utilizzando un’operazione che passa da diversi nodi forniti da un numero di utenti indefinito (miner). Questa architettura aperta rende l’operazione (pressoché) irreversibile e identificabile in termini di data e ora.

In tale contesto, dovremmo cercare di chiarire come mai l’uso degli asset digitali preoccupa tanto gli attuali operatori di mercato e le autorità di regolamentazione e capire se gli strumenti giuridici ora disponibili sono sufficienti per proteggere sia gli investitori che il mercato.

Questo nuovo modello di business si basa sulla disintermediazione dell’offerta

Questo nuovo modello di business si basa sulla disintermediazione dell’offerta, che consente investimenti diretti e generalmente meno onerosi attraverso l’emissione di coin o token; il ruolo di questo processo è ancora in fase di sviluppo e alcuni grandi operatori finanziari “tradizionali” (banche, assicurazioni, prestatori di servizi e anche banche centrali) stanno cercando di comprendere meglio il mercato per entrarne a far parte.

Di conseguenza, i legislatori di tutto il mondo stanno prendendo iniziative per favorire e incoraggiare lo sviluppo di queste nuove tecnologie nel settore finanziario o, viceversa, per impedirne l’uso, in attesa che altri paesi assumano una posizione definitiva sulla questione.

In Lussemburgo, la CSSF sta ancora analizzando i diversi pro e contro dell’introduzione di queste nuove tecnologie nel settore finanziario e finora, per quanto ne sappiamo, ha emesso solo un comunicato stampa il 14 febbraio 2014 sulle valute virtuali.

Crediamo che una normalizzazione nell’utilizzo di queste FinTech sarà inevitabile nei prossimi anni e i vantaggi legati a questi strumenti, una volta stabilizzatesi le tecnologie, creeranno un contesto migliore per l’industria finanziaria in termini di trasparenza, riduzione dei costi e partecipazione degli investitori.

Infine, le attuali normative sono potenzialmente applicabili a diversi aspetti di queste nuove tecnologie e crediamo che ci siano già, almeno nell’Unione europea, gli strumenti giuridici per affrontare la maggior parte delle sfide poste dalle ICO, dall’emissione di valute virtuali e/o dalle piattaforme borsistiche collegate a token o coin.

A parte la qualificazione e il necessario sviluppo per standardizzare le operazioni FinTech, crediamo che queste nuove opportunità siano sconfinate e possano incentivare la raccolta di capitali a vantaggio sia delle PMI/start-up che degli operatori di mercato che sono in grado di plasmare la loro attività adeguandola alla nuova era digitale. Imporre la trasparenza per consentire agli investitori di fare le loro scelte continuerà a essere di importanza vitale.

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