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Domanda 3

Si conoscono già le modifiche previste per AIFMD II e UCITS VI?

Durante il roadshow europeo è stato manifestato un certo disaccordo sulla problematica AIFMD II.

A Zurigo, Markus Fuchs, Managing Director della Swiss Fund e Asset Management Association (SFAMA) è stato piuttosto categorico nell'affermare: "La volontà delle autorità che cercano di armonizzare facendo muovere tutte le società di gestione patrimoniale nella stessa direzione, può rivelarsi pericolosa se quella direzione finisce per essere sbagliata. Il sistema crollerà. Spero davvero di non vedere una versione AIFMD del private equity, una versione AIFMD per l'immobiliare e così via. Credo sia importante che rimanga un quadro normativo unico per tutti i fondi alternativi."

Al contrario, a Londra e Lussemburgo la sensazione generale era che si possano apportare alcuni miglioramenti sulle modalità di regolamentazione dei diversi fondi FIA - PERE, infrastrutturali, di investimento e così via, con David Painter di SGSS che ha commentato:

"Uno dei problemi di AIFMD è che copre una vasta gamma di fondi che hanno caratteristiche molto diverse. Anche se siamo poco predisposti a ulteriori cambiamenti normativi nel prossimo futuro, penso che un approccio più efficace per sorvegliare i tipi di fondi specifici e i modelli operativi possa essere ottenuto con l'adozione di una struttura modulare focalizzata su ciascuna categoria di FIA, invece di applicare il regolamento generale ai gestori."

In un certo senso, AIFMD è un quadro normativo scomodo, nel senso che viene applicato alle attività degli hedge fund, ma non a quelle del private equity o del settore immobiliare. Ad esempio, il 70% dei dati che devono essere comunicati nell'Allegato IV non si applica a nessuna di queste classi di attivi. Secondo Wittamer, si tratta di una parte della direttiva mal concepita. "Per quanto riguarda il marchio, penso che dovremo aspettare un altro decennio prima che FIA diventi qualcosa di simile a OICVM. La somma raccolta dal private equity nel 2015 ha rappresentato il 2% del PIL europeo pari a EUR 19.000 miliardi. Questi fondi rappresentano davvero un rischio sistemico? Credo che conosciate la risposta", ha affermato Wittamer.

Clemente Labouret, Operations Manager per FIL Gestion (parte di Fidelity International), che ha partecipato al pranzo dell'evento di Parigi ospitato da SGSS, ha condiviso un'opinione simile affermando che "sarebbe bello vedere una direttiva più adeguata, basata sulla strategia di attivi sottostante".

Ritiene che il processo di reporting per i fondi PERE dovrebbe essere diverso; dopo tutto, si tratta di investimenti detenuti per più anni. La loro relazione mensile sembra completamente inadeguata.

A Londra, Bowie ha confermato che i GEFIA sono ansiosi di vedere cambiamenti a livello di reporting con AIFMD. Ha affermato inoltre che il gran numero di domande relative al reporting, circa 70 nell'ESMA Q&A, dimostra che le regole di reporting, che coprono più di 300 campi di dati, non sono facili da interpretare, aggiungendo: "AIFMD ha bisogno di tempo per assestarsi piuttosto che pensare di redigere una seconda versione della direttiva. È ancora troppo presto. Il reporting dell'Allegato IV resta comunque un argomento che vorremmo fosse affrontato in questa fase."

Allo stadio attuale, non vi è alcuna indicazione che AIFMD II sia già stata abbozzata. Non si tratta d'altro che di pettegolezzi del settore. L'ESMA ha bisogno di tempo per comprendere che ruolo rivestiranno le regole sui passaporti dei paesi terzi con AIFMD, prima di considerare anche lontanamente l'aggiornamento della direttiva.

"Non possiamo continuare a modificare le direttive", ha dichiarato Vincent Ingham, Regulatory Policy Adviser in EFAMA. "I principali problemi che stiamo esaminando sono: la segregazione degli attivi, le azioni collettive e gli ostacoli alla distribuzione transfrontaliera, per quanto riguarda sia OICVM sia FIA. Per quanto riguarda UCITS VI, posso confermare che non ci sono notizie al riguardo".

Sulla problematica del passaporto per le società di gestione dei paesi terzi, l'ESMA dovrebbe sapere entro il 2017 quali aspetti stanno andando bene e quali devono essere corretti. Questo dipenderà anche da quali paesi, oltre a Jersey, Guernsey e Svizzera, riceveranno l'approvazione dell'ESMA nel 2016. "La problematica del passaporto dei paesi terzi deve essere ancora risolta. L'ESMA ha deciso di adottare un approccio paese per paese. Le autorità hanno bisogno di più esperienza per capire come funziona l'AIFMD da una prospettiva di gestore del passaporto", ha dichiarato Dee Ruddy, Director Advisory, KPMG (Lussemburgo).

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