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Domanda 2

In che modo i gestori e gli asset servicer pianificano l'attività in questo periodo di incertezza che precede l'implementazione del Livello 2 della direttiva UCITS V?

Se UCITS V è già in vigore, le direttive del Livello 2 non diventeranno effettive fino all'ottobre 2016. Tali normative includono dettagli sulle norme in materia di insolvenza per le banche depositarie nonché la necessità di dimostrare l'indipendenza rispetto al depositario, alla società di gestione e al gestore.

L'applicazione delle linee guida del Livello 3, che si riferiscono alle disposizioni sulla remunerazione in UCITS V, non è prevista fino al 1° gennaio 2017. Le autorità devono ancora accordarsi su come applicare le disposizioni sulla remunerazione. La FCA (l'Autorità britannica sulla condotta finanziaria) ha pubblicato i dettagli sull'applicazione, ma i francesi e i tedeschi non sono d'accordo. Si tratta di problematiche ancora discusse attivamente, ha detto Clemetson.

Riconoscendo che la differenza di sei mesi tra il Livello 1 e il Livello 2 delle direttive in UCITS V era tutt'altro che ideale, la FCA ha rilasciato una dichiarazione politica che consentirà un periodo di transizione.

"Penso che l'atteggiamento fosse 'Conosciamo i principi di ciò che deve essere messo in atto,
perciò facciamo del nostro meglio, tenendo conto delle linee guida più recenti e delle consultazioni'. La maggior parte degli studi
legali ha redatto i contratti sulla base della migliore interpretazione del Livello 1
e riprenderà il lavoro apportando le eventuali modifiche finali, quando il Livello 2 e le norme aggiornate della FCA
avranno chiarito i requisiti", ha dichiarato Painter.

Rutishauser ha confermato che in GAM "Abbiamo già implementato le linee guida del Livello 1 nei nostri prospetti informativi dei fondi, utilizzando un linguaggio generico, secondo l'approccio comune nel settore."

Il ritardo di sei mesi potrebbe rendere necessario che i gestori patrimoniali si rivolgano al proprio depositario per rinegoziare e firmare il contratto di deposito, il quale non dovrebbe richiedere troppe modifiche. Più preoccupante è l'aggiornamento del memorandum operativo, che definisce come il gestore patrimoniale interagirà con il depositario.

Questo è il punto dove la problematica dell'indipendenza è maggiormente sottolineata, pertanto "è importante chiarire le regole prima di intraprendere un rapporto a lungo termine. Lo stesso vale per i GEFIA quando nominano un depositario conformemente ad AIFMD. Entrambe le parti devono essere chiare sulle regole e accettarle", ha spiegato Anne-Sophie Minaldo, Partner di KPMG (Lussemburgo).

Per quanto riguarda la remunerazione, le direttive del Livello 2 sono state essenzialmente riprese da AIFMD.

AIFMD afferma che i GEFIA devono rispettare i principi di remunerazione "in una modalità e misura adatta alla loro dimensione, organizzazione e natura, all'ambito e alla complessità delle loro attività."

Discutendo dell'impatto della politica delle remunerazioni sui gestori di private equity, Jerome Wittamer, Presidente dell'Associazione lussemburghese di Private Equity & Venture Capital (Luxembourg Private Equity & Venture Capital Association, LPEA) e socio fondatore di Expon Capital, ha sottolineato che le autorità di vigilanza riconoscono che quanto scritto nel regolamento AIFMD non necessariamente ha senso per i fondi di private equity.

"Per gli hedge fund sì, ma rispetto ai fondi di private equity le autorità hanno mostrato la volontà di essere più rilassate e accomodanti nell'applicazione della politica sulle remunerazioni. Non posso prevedere il futuro, ma se il settore dovesse introdurre un giorno AIFMD II, penso che potrebbero intervenire alcuni cambiamenti sulla modalità con cui vengono trattati i fondi di private equity e quelli immobiliari", ha detto Wittamer.

Per quanto riguarda gli asset servicer, la sfida non è solo il divario tra le normative del Livello 1 e 2, ma anche il fatto che le diverse giurisdizioni europee applicano differenti tempi tecnici a UCITS V. In luoghi come l'Irlanda e il Lussemburgo è attualmente in vigore e sono già stati firmati contratti tra depositari e gestori. In Francia e Germania, l'entrata in vigore è stata ritardata di sei mesi, mentre in Italia UCITS V è in vigore dal 22 luglio 2015.

È importante che tutti i depositari siano consapevoli di queste differenze giurisdizionali, che richiedono un livello di preparazione più elevato in alcuni paesi rispetto ad altri.

"I gestori e i depositari italiani hanno dovuto conformarsi al nuovo quadro già da qualche tempo. Hanno dovuto firmare nuovi accordi e ora operano in conformità di UCITS V. Potrebbe essere necessario qualche adeguamento per quanto riguarda la tematica dell'indipendenza rispetto alle direttive del Livello 2, ma ciò non avrà un impatto significativo sulle regole in materia di indipendenza, che sono già in vigore", ha commentato Angela Bracci, Senior Adviser, Associazione bancaria italiana, Milano.

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